Aarhus Jazz Festival 2019, Tribute to Art Blakey (particolare)
Finn Nygaard, all that jazz
«La musica jazz è un mondo meraviglioso di cui non vorrei fare a meno. Ascolto jazz dalla mattina alla sera.» Finn Nygaard, 2020

C'è un rituale che si ripete ad Aarhus ogni estate da più di trent'anni: prima ancora che il primo contrabbasso venga accordato sul palco, il festival ha già un volto. È quello disegnato, dipinto, ritagliato a colori pieni da Finn Nygaard — grafico danese classe 1955, ma soprattutto, per sua stessa ammissione, un uomo che il jazz lo respira come si respira l'aria di casa. Dal manifesto che nel 1989 inaugurò la serie, dedicato anch'esso a Duke Ellington, fino alle edizioni più recenti come quella qui sopra riprodotta, Nygaard ha costruito qualcosa che nel graphic design contemporaneo è raro quanto prezioso: una relazione lunga una vita intera con un solo evento, raccontato ogni anno con un'immagine diversa e con lo stesso identico rigore.
Trentacinque manifesti per un solo festival
Nel corso degli anni la serie ha ospitato quasi ogni protagonista della storia del jazz: Thelonious Monk, Ben Webster, B.B. King, Roland Kirk, Betty Carter, Jack DeJohnette, Keith Jarrett, Clark Terry, Sonny Rollins, Stan Getz, fino alla giovane Hiromi Uehara. Non è una galleria di ritratti nel senso tradizionale: Nygaard non cerca la somiglianza fotografica, cerca il gesto — la posizione delle mani su una tastiera, il modo in cui uno strumento a fiato si piega verso il pubblico, la tensione di un assolo trattenuto un istante prima di esplodere.
La grammatica visiva di Nygaard è riconoscibile a colpo d'occhio: campiture piatte e sature, un disegno che deve molto alla calligrafia — pratica che coltiva parallelamente al graphic design — e una sintesi delle figure che riduce il musicista a poche forme essenziali, quasi un pittogramma capace comunque di trasmettere swing. Il manifesto del 2019, dedicato al batterista Art Blakey, ha vinto il primo premio alla Colorado International Invitational Poster Exhibition e l'oro al Graphis Poster Annual 2020: un riconoscimento che conferma quanto quella ricerca sul gesto, ripetuta ormai da decenni, sia tutt'altro che un esercizio di routine. L'edizione 2020, dedicata a Charlie Parker, gioca invece tutto sul colore — un verde acceso che non è una scelta casuale, come si scoprirà più avanti.
Il grafico come cronista, il jazz come metodo
Dietro l'apparente immediatezza di queste immagini c'è una carriera tra le più solide del design grafico scandinavo. Nygaard è membro dell'Alliance Graphique Internationale dal 1997 e Graphis Master of Design dal 2011; ha fatto parte, nei primi anni Novanta, del collettivo Eleven Danes e della rete European Designers Network. Il suo lavoro è stato esposto al Museum of Printing History di Houston (mostra "Visual Voice", 2008), al Post & Tele Museum di Copenaghen (2007) e, più di recente, alla mostra "Jazz på papir" allestita nel 2022 all'Heltborg Museum in occasione di un vernissage con il contrabbassista Thomas Fonnesbæk. Parallelamente continua un'intensa attività internazionale come giurato e docente di poster design — da Pechino a Città del Messico, da Teheran a Skopje.
Un pantheon in un solo foglio

Accanto ai manifesti dedicati a un solo musicista, Nygaard lavora talvolta anche per accostamento: fogli corali in cui più protagonisti del jazz convivono nella stessa composizione, come in una jam session convocata sulla carta. È un modo diverso di raccontare la stessa materia — non più il singolo assolo isolato, ma l'idea di una tradizione che si tramanda di concerto in concerto, di locale in locale.
Sassofonisti come Sonny Stitt e Dexter Gordon appartengono a questa costellazione di figure minori solo nel senso anagrafico della fama: nella grafica di Nygaard ricevono lo stesso trattamento riservato ai nomi più celebri, la stessa cura nel fermare un'espressione, un'imboccatura, un modo di tenere lo strumento che diventa firma riconoscibile del musicista tanto quanto il suo suono.
Dal palco al disco
Per il Jazzhus Montmartre di Copenaghen — il celebre locale nato nel 1959, che ha ospitato tra gli altri Cannonball Adderley, Lester Young e Bill Evans — Nygaard ha realizzato un'intera serie dedicata sia ai musicisti sia agli strumenti stessi, trattati come soggetti autonomi, quasi nature morte jazz. Lo stesso approccio compare nelle copertine per la Storyville Records, l'etichetta indipendente più antica d'Europa, dove un lavoro come Tranesformation, dedicato a John Coltrane, applica alla grafica discografica la stessa densità cromatica dei manifesti da festival.
Che si tratti di un festival all'aperto, di un club storico o di una copertina destinata a girare nei negozi di dischi, il metodo non cambia: poche forme, colore netto, un'idea sola per foglio. È lo stesso principio, del resto, su cui si fonda ogni buon lavoro tipografico.
Dal manifesto alla stampa
Un'immagine come quelle di Nygaard, fatta di campiture piatte e colore acceso, vive o muore sulla carta — nella resa della trama, nella densità dell'inchiostro, nella scelta del supporto. Un'idea grafica forte richiede una stampa altrettanto rigorosa per arrivare intatta dallo schermo alla parete.
Scheda dell'artista

Attivo dagli anni Settanta nel graphic design, nei manifesti e nella calligrafia, dal 1989 firma ogni edizione dell'Aarhus Jazz Festival. Membro dell'Alliance Graphique Internationale dal 1997 e Graphis Master of Design dal 2011, ha esposto in musei e gallerie in tutto il mondo ed è richiesto come giurato e docente nei principali festival internazionali del manifesto.
I manifesti riprodotti in questo articolo appartengono al catalogo dell'artista, visibile per intero nel suo poster shop →.
Per approfondire
Il racconto della grafica → di Andrea Rauch (La Casa Usher).
Storia del jazz. Una prospettiva globale → di Stefano Zenni (Stampa Alternativa).
Lo sapevi che?
Il manifesto 2020 dedicato a Charlie Parker gioca tutto sul verde: una scelta non casuale. Nygaard si è ispirato al soprannome del sassofonista, "Bird", e al movimento stesso della sua musica, scegliendo il verde come colore-simbolo dell'uccello e della natura — con Parker inquadrato di fronte, il corno in primo piano, quasi a volerne intercettare il volo.
Finn Nygaard, grafico danese nato nel 1955, firma dal 1989 i manifesti dell'Aarhus Jazz Festival e le serie per il Jazzhus Montmartre di Copenaghen e la Storyville Records, ritraendo Duke Ellington, Ben Webster, Jack DeJohnette, Charlie Parker, Art Blakey, Sonny Stitt, Dexter Gordon e John Coltrane con uno stile fatto di campiture piatte e gesto calligrafico; membro AGI dal 1997 e Graphis Master of Design dal 2011.





